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Agrivoltaico in Italia: al via il concorso “L’agrivoltaico per l’Arca di Noè”

https://www.baywa-re.com/en/solar-projects/agri-pv

in copertina Credits: BayWa r.e.

 

L’iniziativa premierà il miglior progetto sostenibile per lo sviluppo e la promozione dell’agrivoltaico. Ma quali sono i vantaggi di questa rinnovabile?

 

 

Ci sarà tempo fino al 20 giugno per la presentazione delle candidature al concorso internazionale “L’agrivoltaico per l’Arca di Noè”, che premierà il miglior progetto di un giardino agrivoltaico.

 

Il bando, aperto ad architetti, paesaggisti, agronomi, ingegneri, esperti di energia ed artisti, è disponibile sul sito Sustainable Photovoltaic Landscapes a partire dal 17 marzo.

Teatro della competizione sarà l’azienda NeoruraleHub (località Cascina Darsena, Pavia), che è anche tra i promotori dell’iniziativa, insieme a ENEA, all’Istituto Nazionale di Architettura, alla ETA Florence Renewable Energies e all’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP).

I vincitori saranno premiati in occasione della World Conference on Photovoltaic Energy Conversion, che si svolgerà a Milano a settembre di quest’anno: per il primo classificato è in palio l’incarico professionale per la progettazione dell’opera, mentre al secondo e terzo classificato spetteranno rispettivamente un premio di 5000 e di 3000 euro.

Ma cos’è l’agrivoltaico?

Questo sistema, utilizzato per la prima volta in Italia nel 2007, nasce per conciliare la necessità di produrre energia rinnovabile con il problema della scarsità di superfici disponibili all’installazione di impianti.

Già dagli anni Ottanta si discuteva di un sistema che permettesse la coltivazione agricola e l’installazione di pannelli fotovoltaici sullo stesso terreno, e, con la sua sperimentazione e diffusione, questo compromesso si dimostra una delle strategie più efficaci per la riduzione dei costi di approvvigionamento energetico.

 

Fotovoltaico: un dibattito in corso

 

Agrovoltaico® plant Rem Power Virgilio, Borgo Virgilio, Mantua, Italy, 2011, Photo by Nicola Ventura

Agrovoltaico® plant Rem Power Virgilio, Borgo Virgilio, Mantua, Italy, 2011, Photo by Nicola Ventura https://sostenibilita.enea.it/news/energia-enea-lancia-prima-rete-nazionale-lagrivoltaico-sostenibile

Come molti sapranno, l’installazione di grandi impianti di fotovoltaico a terra, incentivata per diversi anni ed ora arginata per via di una diffusione nelle aree agricole da alcuni ritenuta eccessiva, ha dato origine a più di un dibattito: gli argomenti più discussi vanno dalle conseguenze che queste strutture hanno sulla disponibilità di superfici coltivabili a quelle sul fattore paesaggistico.

 

La scelta di usufruire di terreni agricoli piuttosto che superfici già edificate o urbane risiede nel problematico fattore tempo, determinante nella questione della crisi climatica: la mancanza di vincoli amministrativi e civilistici tipici delle aree urbane li rende la soluzione ideale e più rapida.

 

Tuttavia, analizzando più a fondo la questione, l’agrivoltaico potrebbe rappresentare anche un giovamento all’agricoltura, e diventare un’ulteriore spinta all’incremento della produzione.

 

Agrivoltaico: soluzione innovativa

 

L’impianto agrivoltaico di Babberich, nei Paesi Bassi, con i suoi 3,3 ettari di superficie e una capacità di 2,67 Mw, è al momento il più grande d’Europa.

Completato nel 2020, l’impianto è stato realizzato utilizzando pannelli semitrasparenti, al fine di far penetrare una quantità sufficiente di luce per le piante sottostanti.

 

Un esempio celebre come quello di Babberich è perfetto per descrivere ed evidenziare i numerosi vantaggi per le attività agricole e pastorali. Prima fra tutte, la riduzione del consumo di acqua e dei costi di irrigazione; inoltre, la protezione dei moduli solari determina temperature più miti sia in estate che in inverno, che si traducono in minori shock termici per le coltivazioni.

 

A sua volta, l’impianto stesso trae giovamento dalla presenza delle piante, che, tramite il processo di evaporazione dell’acqua, contribuiscono a mantenere nella norma le temperature dei moduli, con conseguente miglioramento delle prestazioni.

 

Spostandoci in Cina, precisamente nella regione dello Ningxia, troviamo l’impianto agrivoltaico più grande al mondo: circa 100 chilometri quadrati di terreno semidesertico ora convertiti in piantagione di bacche di goji e mirtilli, con una resa di 640 Mw (destinata ad aumentare).

Appaiono evidenti i benefici ambientali che si potrebbero ottenere in aree altrimenti destinate all’abbandono, quando non alla totale inospitalità.

 

 

https://www.baywa-re.com/en/solar-projects/agri-pv

 

Pur rimanendo irrisolta la questione paesaggistica, non si può negare che al momento soluzioni integrative come l’agrivoltaico rappresentano la carta migliore che abbiamo per perseguire gli obiettivi climatici europei, che mirano a fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.

 

La produzione di energie rinnovabili rimane un punto decisivo per quanto riguarda gli obiettivi di riduzione dei gas serra, e per contenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto della soglia di 1,5 gradi.

 

Già dall’anno scorso, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e lo stanziamento di 1,1 miliardi di euro solo per lo sviluppo dell’agrivoltaico, si è mirato a incentivare in particolare la progettazione di impianti di medie e grandi dimensioni.

L’obiettivo è la decarbonizzazione entro il 2030, e ben poche soluzioni comportano una compatibilità con il territorio unita a un’ottimale multifunzionalità come l’agrivoltaico.

Infine, è d’obbligo citare i recenti sviluppi del conflitto Russia-Ucraina: le conseguenze, prima di tutto umanitarie, porteranno inevitabilmente anche a reimpostare con urgenza le nostre politiche energetiche, allo scopo (si spera) di improntarle su un percorso che conduca ad una maggiore indipendenza, oltre che sostenibilità.