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DOPO IL TERREMOTO. INSIEME PER LA TERRA DEI NOSTRI NONNI, PER L’AMORE DEI NOSTRI FIGLI

capricchia guerra

Amatrice e i luoghi del terremoto, le frazioni, la gente e la voglia di ritornare a vivere i luoghi dell’infanzia, della famiglia, immersi nella natura e lontani dal caos della vita di tutti i giorni.

Insieme a Roberto Guerra, Presidente della Proloco di Capricchia, una delle 49 frazioni di Amatrice colpite dal disastroso terremoto, abbiamo ripercorso le emozioni di quei momenti.

Ma anche capito che c’è tanta voglia di fare.

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terremoto 2

Dottor Guerra, lei si è trovato a ricoprire il ruolo di Presidente della Proloco di Capricchia in un contesto complesso. Quali le maggiori difficoltà incontrate?

Personalmente la prima difficoltà è stata quella di superare lo stato d’animo di dolore per le vittime ma anche di sconforto per la totale incertezza sul futuro di Capricchia, e quindi il venir meno di quello che è sempre stato un porto sicuro in cui rifugiarsi e un luogo in cui affondano le mie radici familiari. Non a caso a Capricchia ho festeggiato la maturità, ho preparato la laurea e mi sono sposato.

Quindi in quel 24 agosto, dopo aver accompagnato la famiglia a Roma, sono subito tornato a Capricchia insieme ad altri del Consiglio e abbiamo deciso di mettere gratuitamente a disposizione della popolazione tutte le attrezzature e i viveri della Proloco. Quella prima sera è arrivata una squadra di VV.FF. di Verona che abbiamo ospitato a cena dopo che, alle 23, avevano finito il giro di perlustrazione di tutte le frazioni.

Credo che sia stato proprio in quel momento, vedendo mangiare i VV.FF. dove fino alla sera prima tutto il paese mangiava la pizza in allegria, che abbiamo capito che avremmo dovuto combattere duramente per tornare ad utilizzare la Proloco come avevamo fatto fino al giorno prima.

sos capricchia

In questo anno e mezzo trascorso in stato di emergenza, come ha cercato di porsi la Proloco nei confronti della popolazione e del territorio?

L’obiettivo fondamentale della Proloco in questo periodo è stato quello di fare in modo che il paese non venisse abbandonato, come di fatto è successo in molte frazioni come la nostra.

Per questo ci siamo impegnati – grazie anche all’aiuto di tante associazioni e soggetti privati – a supportare la popolazione residente in modo che potesse continuare a vivere nel nostro paese in attesa della sistemazione nelle SAE (Soluzioni Abitative di Emergenza). Abbiamo così acquistato delle case mobili per tutti i residenti e ristrutturato la sede della proloco per consentire loro di cucinare, mangiare insieme e avere uno spazio da condividere.

Inoltre, consapevoli di come il futuro e la sopravvivenza di queste terre sia strettamente legato alla presenza dei proprietari di seconde case, che da sempre hanno svolto un ruolo fondamentale nel funzionamento dell’economia e della vita sociale, abbiamo pensato d creare a Capricchia un’area campeggio in grado di accogliere almeno parte dei proprietari di seconde case nel periodo estivo.

Così lo scorso luglio è nato il Villaggio Vittoria, un’area campeggio dove, con fondi raccolti, sono state costruite e arredate con tutto il necessario alcune casette di legno, ognuna in grado di ospitare fino a 6 persone. I locali della proloco sono stati utilizzati per preparare i pasti per tutti.

casa terremoto capricchia

Come definirebbe Capricchia prima del 24 agosto 2016, e come la definirebbe oggi?

Capricchia era un paese ai piedi dei Monti della Laga con 12 residenti e un centinaio di case che si riempivano durante l’estate e le feste per un totale di 300/400 persone.

Oggi è un paese che ha aumentato la popolazione residente, arrivata a 23 persone, unico esempio in tutto il cratere che invece ha visto diminuire gli abitanti residenti in modo significativo.

Ma soprattutto credo che oggi sia un paese popolato da persone che hanno compreso quanto un gruppo unito e determinato nel raggiungere uno scopo sia in grado di superare qualsiasi tipo di difficoltà.

Quale riscontri avete avuto dalla cittadinanza? Partecipazione o cosa?

Direi che i riscontri sono stati molto positivi. Come dicevo, dopo il sisma il numero dei residenti è salito da 12 a 23 per tutto l’inverno poiché alcuni abitanti di paesi vicini hanno scelto di venire a vivere a Capricchia piuttosto che accettare le sistemazioni negli alberghi della costa adriatica e lasciare il proprio territorio.

E anche i villeggianti hanno risposto con entusiasmo al progetto di continuare a far vivere il paese nonostante tutto. A riprova lo scorso agosto, a distanza di un anno dal sisma, Capricchia si è ripopolata di nuovo: tutte le casette del Villaggio sono state occupate per buona parte del mese da capricchiari e non, alcuni hanno soggiornato nelle tende ed altri ancora hanno utilizzato dei camper. Alla festa del paese eravamo più di centocinquanta persone! Ed è una cifra davvero importante se si pensa che in “tempo di pace” eravamo circa 300.

capricchia roberto guerra

Come spiega il fatto che tanti aiuti e sostegni alla vostra piccola comunità siano arrivati anche al di fuori del Lazio e da realtà apparentemente tanto distanti da voi?

E’ vero, abbiamo ricevuto aiuti dalle realtà più disparate, disseminate in tutta Italia e che prima del terremoto non erano neanche a conoscenza dell’esistenza di Capricchia. In questo il gran numero di servizi e interviste proposte dai media nei mesi dopo il sisma ha avuto un ruolo fondamentale per farci conoscere. Probabilmente ha emozionato e spinto alla solidarietà il vedere persone che decidono di non arrendersi, di rimanere nel proprio paese nonostante le difficoltà, il freddo, le continue scosse, l’incertezza del domani e di affrontare il tutto insieme, come una grande famiglia.

Come stanno rispondendo i vostri ragazzi, le nuove generazioni, alle iniziative proposte?

Vorrei rispondere raccontando un episodio che mi ha molto colpito. Dopo le 3 scosse del 18 gennaio le più devastanti per noi, seguite dalla più forte nevicata degli 50 anni con circa 2 mt. di neve, una famiglia ha deciso di trasferirsi da parenti a circa 30 km da Amatrice. Dopo due giorni la figlia diciassettenne, che ogni giorno veniva ad Amatrice per frequentare la scuola, ha telefonato ai genitori dicendo cha non sarebbe tornata alla nuova casa, ma che dopo la scuola sarebbe andata a Capricchia a vivere con gli altri in una casetta su ruote. Ovviamente il giorno dopo anche i genitori sono tornati a Capricchia ed ora vivono tutti lì nei SAE.

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Desiderano ancora tornare nei luoghi dei loro genitori o dei loro nonni?

I ragazzi sono stati una risorsa fondamentale per Capricchia. Alcuni, nell’immediato dopo il sisma, armati di chiodi e martello, hanno contribuito in modo concreto alla costruzione e al miglioramento dei locali e delle strutture comuni necessarie per la sopravvivenza dei residenti. Altri si sono fatti parte attiva per organizzare eventi cene o concerti finalizzati a raccogliere fondi o semplicemente a portare un po’ di allegria e serenità nel paese. E durante la scorsa estate sono stati una presenza importante tra chi ha deciso di passare qualche giorno di vacanza in paese.

In tutti i casi, il loro entusiasmo e allegria ha fatto sicuramente la differenza in un periodo così difficile.

L’ipotesi che Capricchia potesse non esistere più nel futuro ha rafforzato l’attaccamento al paese in molti di noi.

Ma sono stati soprattutto i ragazzi a dimostrare una grande voglia di non perdere il legame con le proprie radici. E questo non può che essere una grande forza per Capricchia.

Capricchia - il Villaggio Vittoria

Capricchia – il Villaggio Vittoria

Perchè le persone, che abitualmente frequentavano questi luoghi, dovrebbero continuare a farlo? E perché chi non c’è mai stato dovrebbe assolutamente venire, anche durante la fase di ricostruzione?

Il terremoto ha trasformato in modo drammatico questi luoghi. E le macerie che ci circondano ce lo ricordano in ogni momento. Ma le montagne e la natura in cui siamo immersi sono ancora tutte lì, con la loro bellezza ipnotica in tutte le stagioni dell’anno. E soprattutto è la consapevolezza che la ricostruzione avrà senso in questo territorio solo se si continuerà a viverlo e frequentarlo, ad acquistare dai piccoli negozi e produttori locali, a camminare nei sentieri tracciati dal CAI sulle montagne. Insomma solo se non si perde il contatto con il territorio.

L’attività della Proloco nella prima Estate post-sisma ha riscosso molti entusiasmi e partecipazione. State già pensando all’organizzazione dell’ “Estate Capricchiara 2018” ? Un anticipo?

L’estate dello scorso anno è andata benissimo con una numerosa partecipazione anche di abitanti di altre frazioni, abbiamo ospitato un gruppo sportivo Veneto per la corsa internazionale Amatrice-Configno, inoltre abbiamo organizzato un campo lavoro per giovani di varie nazioni.cucina guerra

Quest’anno vorremmo riproporre la stesse situazione della scorsa estate ma con una migliore efficienza organizzativa. Inoltre il 26 agosto vorremmo ospitare lo svolgimento di una gara di mountain bike prevista da un circuito di gare nel Lazio, con le premiazioni finali di tutto il circuito: un progetto complesso da realizzare e quindi una bella sfida.

Per concludere, cosa si augura per il futuro di Capricchia?

Solo che continui ad essere per ancora tante generazioni di figli e nipoti, il luogo del rifugio sicuro così lontano dalla vita caotica e tossica delle città, con la soddisfazione di calpestare quella terra e quei sentieri dove i bisnonni, i nonni, i genitori portavano a pascolare gli animali.

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credits  @SOSCapricchia

23 Marzo 2018 – ©riproduzione riservata

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