merano foliage

AUTUNNO E FOLIAGE NEL GIARDINO DI SISSI A MERANO

Alberi dalla chioma dorata, a tratti rossa-arancio, quasi infuocata.

E’ così che si presentano in questi giorni di metà autunno i Giardini di Sissi presso il
merano foliage , giardini dedicati alla celebre imperatrice
d’Austria che tanto aveva amato Merano e i suoi dintorni.
Il Parco, ormai vero e proprio Giardino Botanico, invita i suoi visitatori a godere delle
ultime oriture dell’anno e ad assistere allo splendido fenomeno cromatico
autunnale del foliage, quando cioè gli alberi assumono colorazioni calde, dal giallo al
rosso all’arancio.
Complice il microclima, proprio della conca naturale in cui si affaccia
Merano,potremmo bearci di un giardino “tropicale” ancora ricco di fiori e piante
esotiche nel cuore delle Dolomiti.
Considerando che il 15 novembre i Giardini si apprestano a concludere la stagione
2017, perché non concedersi una visita, appro ttando anche del prezzo ridotto?
E’ dal centro città che si diparte il sentiero, chiamato appunto di Sissi e che
attraversa luoghi tranquilli e ameni, tra edifici storici e ville nobiliari, fino a
raggiungere, in circa 45 minuti, l’allora dimora imperiale di Castel di
Trauttmansdorff.
I terreni circostanti lo storico edi cio, ricchi di lecci piantati proprio in occasione del
soggiorno meranese dell’Imperatrice, ospitano oggi essenze di vario genere,
rigogliose e forti, provenienti da tutto il mondo. L’idea, nata quasi per gioco, fu promossa da alcuni cittadini meranesi, amanti della botanica.
La prima configurazione progettuale fu ad
opera dell’Ingegnere Manfred Ebner negli
anni Ottanta ma fu solo nel 2001 che il
giardino riuscì ad essere inaugurato.
E’ l’autunno la stagione in cui maggiormente si può apprezzare la vegetazione del
giardino.
Autunni caldi e secchi infatti sono ideali per la maturazione delle gemme e, nel
tempo, hanno permesso l’attecchimento di particolari specie esotiche, donate in
passato da personaggi illustri quali Kafka,Rilke, Pound, Strauss, quando cioè Merano
rientrava tra le mete del turismo dell’elite politica e culturale.
Sfruttando il microclima ed il grande fascino romantico che infondeva, si è deciso di
realizzare un parco botanico ricco e rigoglioso, dall’impostazione razionale, capace di
porsi come luogo di svago ma anche di studio e conoscenza.
Ecco allora che ci troviamo nei “Boschi del Mondo”, nei “Giardini del Sole”, o nei
“Giardini Acquatici e Terrazzati” ed ancora nei “Paesaggi dell’Alto Adige“, evidente
omaggio al territorio circostante.
Queste le quattro zone tematiche in cui sono stati suddivisi i 12 ettari di terreno
intorno al castello Gli undici padiglioni artistici sparsi in ciascuna delle quattro zone ospitano al loro interno occasioni di riflessioni sul mondo vegetale attraverso mostre permanenti o convegni tematici.
Sette chilometri di sentieri collegano le
aree tematiche ed il cammino si fa sempre più interessante e sorprendente.
Il viaggio botanico inizia con i Boschi del mondo in cui troviamo essenze asiatiche
e dell’America Settentrionale oltre a 60 specie diverse di bambù per arrivare poi
nella pregiata collezione di ciliegi ornamentali giapponesi.
Arrivati ai Giardini del Sole esplode il paesaggio mediterraneo e di altre zone calde
del pianeta.
Colpisce tra tutti l’immenso uliveto, il più settentrionale d’Italia, in cui troneggia un
ulivo sardo di oltre 700 anni.
Le cime montane in parte già innevate fanno da contorno e rendono ancora più
apprezzabile gli alti cactus africani e messicani presenti.
Più regolari i Giardini Acquatici e Terrazzati che ospitano i più classici giardini
all’inglese e all’italiana, dove il labirinto di tasso che conduce ad un albero di
melograno dai frutti rossi, rievoca passate abitudini di corte. Il cuore del Giardino è il piccolo lago che ospita al centro una zattera, utilizzata in estate per concerti o eventi rappresentativi.
Il susseguirsi di fioriture, forme, profumi e colori rende una sorpresa continua questo
immenso giardino alpino.
Il punto più alto ospita una grande voliera di pappagalli da cui si assiste ad un
panorama mozza ato da cui si può ammirare il Giardino in tutta la sua imponenza e
ricchezza.
Un paesaggio che si fonde nel paesaggio circostante, in un esempio di riuscitissima
simbiosi tra natura e land-art.
La tradizione locale è mantenuta in vita nei Paesaggi dell’Alto Adige con la
ricostruzione del vigneto e dell’orto della contadina che, secondo tradizioni locali,
spettava alla donna.
Uno steccato di larice cinge l’area dell’orto arricchito da roseti ancora oriti mentre
pali in castagno, ingrigiti dal tempo, sorreggono i lari della vigna, memoria storica
della viticoltura altoatesina.
Il tutto in un connubio ideale di fruscii, colori, sapori e ricordi passati.
Per informazioni
www.trauttmansdor .it