Lo conosciamo approfonditamente per i suoi
monumenti imponenti e massicci, in bronzo, in
peperino, in legno.
Ma è nelle opere più contenute che le grandi doti di
secellatore e artista raffinato si mostrano a tutto tondo.
La città di Taranto così, per la prima volta, ha voluto
rendere omaggio ad Umberto Mastroianni aprendo le sale del Museo Nazionale Archeologico alle opere del
celebre scultore laziale.
A fianco alla prestigiosa collezione di gioielli, prodotti
di oreficeria datati fra IV e II secolo a.C., si sta
apprezzando, in questi giorni e fino al 15 ottobre, una
mostra a Mastroianni dedicata che offre al visitatore
tutta la magnificenza delle piccole sculture in oro,
prodotte dal Maestro tra gli anni Cinquanta e Novanta.
La mostra,
cura di
Marco Di
Capua, si
inserisce in
un ampio
progetto di
apertura del
MARTA
all’arte contemporanea, soprattutto scultura.
L’intento è quello di far avvicinare il più possibile il
pubblico, contemporaneamente, al passato e al
presente, sperimentando così nuovi percorsi didattici
e di formazione.
Per tale ragione ben si inserisce la ricerca ornamentale
e minuziosa dell’orafo Mastroianni.
Un confronto azzardato ma, sicuramente, ricco di
suggestioni e forti emozioni.
Spille, fibbie, bracciali, anelli, pendenti e orecchini,
monili d’oro lavorati a volte con pietre preziose che
vivificano il tutto.
Sono i nuovi monili, testimonianza di un potere lontano capaci di evocare ricchezza ed esclusività.
Nei suoi “Ori” riusciamo a trovare un Mastroianni che
traspone tutta la sua esperienza scultorea dei grandi
progetti.
Tratta l’oro, metallo prezioso, alla stregua del bronzo,
del peperino o del vetro.
Collezioni degli ori ellenistici da una parte e, come
contraltare, gli ori della contemporaneità.
Lavorazioni che si sublimano in oggetti eterni,
inossidabili, duraturi.
Un’occasione unica in cui apprezzare ancora una volta
l’estro e la grandezza di Umberto Mastroianni.