All’interno della Biennale Internazionale
dell’Antiquariato a Firenze, che si terrà dal 26
settembre al 4 ottobre, a Palazzo Corsini, si inserisce
l’opera del pluriapprezzato artista americano Jeff
Koons.
La manifestazione, giunta alla sua 29° edizione, avrà
come padrino d’eccezione il grande performer statunitense Jeff Koons che, oltre ad inaugurare la
kermesse fiorentina, esporrà anche delle sue opere
particolarmente significative.
Le opere, scelte tra le più note e disarmanti, saranno
esposte fino al 28 dicembre 2015 sull’Arengario di
Palazzo Vecchio e in alcune sue celebri stanze.
La mostra “Jeff Koons in Florence” presenta le opere
dell’artista americano proponendo opere dai tratti
dissacranti e pop che, cercando il difficile confronto con
gli scultori illustri presenti nel capoluogo fiorentino,
riesce con essi, sorprendentemente, a stabilire un
dialogo contemporaneo e fluido.
L’esposizione, a cura di Sergio Risaliti, focalizza
l’attenzione essenzialmente su due grandi opere, una
delle quali alta più di tre metri e collocata in piazza
della Signoria.
Dopo circa cinquecento anni dalla
collocazione dell’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli
(14931560), verrà collocata sull’Arengario di Palazzo
Vecchio una scultura contemporanea, dalle dimensioni
straordinarie.
Si tratta di Pluto and Proserpina, nota rivisitazione del
capolavoro di Gian Lorenzo Bernini, che affiancherà
le grandi opere classiche sul “piedistallo” più ambito a
cui uno scultore possa arrivare. La scultura, ispirata al Ratto di Proserpina del
Bernini, realizzata in acciaio inox, cromata color oro e
lucidata a specchio, farà da contraltare al David di
Michelangelo, sobrio, imponente, massiccio.
La Sala dei Gigli, all’interno di Palazzo Vecchio
ospita, invece, Barberini Faun, una scultura del 2013
realizzata in gesso, dal valore altamente seduttivo e, al
contempo, imbarazzante, a dir poco sfacciato.Dietro sembianze auliche, colori classici, pose
canoniche, si mostrano le debolezze dell’età
contemporanea, fatta di fragilità e precarietà.
L’opera si inserisce nella serie Gazing Ball, una
serie di sculture in cui Koons trae spunto da
celebri statue classiche.
Fauno Barberini tra il III e I secolo a.C. , marmo, Gliptoteca Monaco di
Baviera
Il suo intento è quello di trasformare l’aulico in calchi di
gesso dagli atteggiamenti sicuramente più
contemporanei e ambigui, in cui una sfera azzurra,
dalla superficie specchiata, posta in equilibrio precario,
trovi collocazioni, apparentemente bizzarre, a
testimoniare la fragilità dell’essere umano.
Nonostante la possenza fisica e la grandezza dei gesti,
l’uomo e l’umanità tutta sono, per l’artista americano, al
centro di un profondo disagio sociale, fatto di caducità
e bilico.