TRANSFORMERS AL MAXXI. NULLA E’ COME SEMBRA

Dall’ 11 novembre 2015 al 28 marzo 2016 presso la
Galleria 3 del Maxxi, a Roma, possiamo assistere
a Transformers, una visita surreale
in un mondo alternativo, dove nulla è come appare.
L’evento, a cura di Hou Hanru e Anne Palopoli, si
propone l’obiettivo di offrire nuove percezioni
di materiali e oggetti abituali. Grazie ad alcuni progetti ideati dai quattro
trasformers Choi Jeonghwa, Didier Fiuza Faustino,
Martino Gamper e Pedro
Reyes, il visitatore potrà vivere l’esperienza di
percorrere una “foresta” composta da più di 3000
scolapasta oppure immaginare di essere nel
mare, soli con un unico appiglio: una boa dalle
dimensioni smisurate.
I quattro performers sono sì degli artisti ma, al
contempo, dei designers.
Immagine : Choi JeongHwa, Life Life, 2015.
Photo ©Musacchio & Ianniello
Grazie alla loro visione delle cose, degli oggetti e,
direi, della realtà, riescono a spingersi oltre
verso proposte alternative in cui tutto perde la
propria abituale destinazione, per poi essere
valorizzato in altro, in qualcosa di estremamente
lontano dall’idea generatrice.
Durante il percorso ci si sente attratti da nuove realtà,
derivanti da trasformazioni, appunto.
E’ proprio sul concetto di trasformazione che i quattro
artisti puntano; intendono cioè sottolineare i repentini
mutamenti dei nostri tempi. Una trasformazione che riguarda tutti e che è
inesorabilmente inarrestabile.
I quattro sono in tutto e per tutto degli “attivisti
sociali”.
In fondo l’arte è lo strumento più forte ed incisivo per
denunciare le condizioni sociali e i momenti storici
che si accavallano, alternandosi.
Ed ecco che ciascuno, in base alla propria esperienza
di vita, offre una differente percezione della realtà e
del mutamento dei nostri tempi.
Il coreano Choi JeongHwa, ad esempio, perviene a
realtà ricche di pathos e provocazione, esaltando la
necessità di un’esistenza felice.
Il francoportoghese Didier Faustino sfida il forte
bisogno di libertà insito nell’essere umano, incanalando
il suo percorso in “situazioni”
costipate e costrette.
L’Italia è rappresentata da Martino Gamper il quale
punta tutto sul riciclo dei materiali, sostenendo l’idea
del fare da sè, se è possibile. Infine Pedro Reyes, artista messicano tende a
subliminare il concetto di pace come naturale
antagonista della guerra e della violenza.
In copertina Choi JeongHwa, Golden Lotus, 2015.
Photo ©Musacchio & Ianniello