LA ROCCA DEI BORGIA – storia da salvare

Il 21 marzo di quest’anno, dopo anni di
vicissitudini burocratiche, la Rocca di Subiaco, meglio
conosciuta come Rocca dei Borgia, è entrata a far
parte del patrimonio architettonico comunale.
Luogo emblematico e ricco di storia, fu eretto nel 1070
per volere dell’abate guerriero Giovanni V, a controllo
della cittadina di Subiaco.
Concepita come castello feudale, posta in cima ad una collina, in posizione dominante, fu presto munita di
fortificazioni, carceri, di una torre di avvistamento,
di alcune stanze, di appartamenti e di una piccola
chiesa dedicata a San Tommaso.
Nel 1349, colpita dal terremoto, subì gravi danni che la
resero inagibile per lungo tempo, depredata e
saccheggiata negli arredi e nelle suppellettili più
preziose.
Fu grazie al Cardinale Rodrigo Borgia che la Rocca
tornò al suo passato splendore.
Nel 1476 infatti fu restaurata in ossequio ad un progetto
che la dotò di una torre quadrangolare merlata, di
carceri e trappole, sempre a scopo difensivo.
Secondo alcuni storici, qui nacquero nel 1476 e nel
1480 Cesare e Lucrezia Borgia, figli di Rodrigo e della
sua amante Vannozza Caetani.
Nel tempo la Commenda passò al casato dei Colonna
e, a causa dei difficili rapporti tra la Casa e la Santa
Sede, Subiaco fu teatro di guerriglie che distrussero in
parte la Rocca.
Solo nel 1778, per volontà di Papa Pio VI, l’architetto
Pietro Camporese, effettuò dei lavori di restauro volti a
conferire alla Rocca un aspetto più “moderno”, meno
medievale. Furono
eliminate le
carceri e le
trappole, la
torre venne
dimezzata
ed il nucleo
occidentale, verso il paese, fu dotato del grande
orologio, di recente tornato a funzionare grazie
all’opera di volontari.
Così connaturata, la Rocca, ospitò i Papi Pio II, Pio VI,
Gregorio XVI e Pio IX.
Dal 1915, anno della soppressione della
Commenda, inizia il declino, lento ed inesorabile
dell’edificio.
Lo stato in cui versa oggi, non lascia presagire vita
lunga e felice per questa architettura tanto imponente,
tanto da richiedere importanti lavori di recupero urgenti
e mirati.
Finalmente, dopo anni di abbandono, entrata nella
disponibilità del Comune di Subiaco dal marzo 2015,
ha trovato anche nel MIBACT e nella Regione Lazio,
assieme ai singoli donatori, punti fermi per la propria
rinascita.
Di recente anche il Sottosegretario di Stato al Ministero
per i beni e le attività culturali, Ilaria Borletti Buitoni, in
una nota al Sindaco di Subiaco ha esplicitato il suo
plauso per l’impegno con il quale la cittadinanza
tutta, oltre che le pubbliche istituzioni, stiano cercando
di restituire al più presto un simile capolavoro
architettonico e artistico. Vista la consistenza dei lavori di restauro, è stata
promossa una campagna di
donazioni #salviamolaroccadisubiaco, con l’apertura
di un conto corrente postale (001025430362) e iban
dedicato (IT74 Z076 0103 2000 0102 5430 362),
entrambi intestati a Comune di Subiaco – campagna di
liberalità per il recupero della Rocca di Subiaco. 19 giugno 2015