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Lungo le Strade Blu. Along the Blue Highways

18/03 – 04/10/2026
Museo di Roma in Trastevere

Progetto fotografico a cura di Fondazione Massimo e Sonia Cirulli.

CS

Roma, 17 marzo 2026 – Il Museo di Roma in Trastevere presenta la mostra fotografica
“Lungo le Strade Blu. Along the Blue Highways”, una selezione di novanta scatti in
bianco e nero e a colori realizzati negli Stati Uniti dal regista di cinema del reale Francesco
Conversano fra il 1999 e il 2017, durante le riprese che portarono alla realizzazione di vari
film documentari prodotti con RAI CINEMA.
La mostra Lungo le Strade Blu/Along the Blue Highways, promossa
dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina, è curata
dalla Fondazione Massimo e Sonia Cirulli in collaborazione con la Sovrintendenza
Capitolina, Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
Il viaggio lungo le “strade blu” è un viaggio di scoperta, di conoscenza e di rivelazioni,
un viaggio geografico e antropologico, un viaggio nel meraviglioso quotidiano e
nell’immaginario collettivo di un Paese complesso che a volte sembra fermo nelle mitologie
e negli stereotipi e che intreccia la vita delle persone e gli avvenimenti storici.
Europa, Asia e America sono stati raccontati nei momenti di trasformazione sociale
attraversando macrocosmi e microcosmi, villaggi e megalopoli, paesaggi geografici e umani
fatti di scambi, relazioni e solitudine. Lo scatto ferma l’attimo delle connessioni tra l’uomo e
il paesaggio, l’umano e ciò che lo circonda, nutrendosi della potenza della memoria e
dell’incanto della poesia. Questo modo di interpretare il cinema del reale che segue una
visione di tipo antropologico, si intreccia con il cinema della memoria e il cinema di poesia,
grazie all’esplorazione degli infiniti spazi e dei territori compresi tra la realtà e immaginario.
La mostra fotografica si sviluppa secondo questa visione. Realtà, memoria e poesia
si intrecciano lungo le strade blu della provincia americana, rielaborando percorsi
dell’immaginario collettivo e rievocando inevitabilmente luoghi e storie: la poesia di Walt
Whitman e gli epitaffi di Edgar Lee Masters, la letteratura epica di John Steinbeck, l’universo
minimalista dell’ordinary people di Raymond Carver, l’America di Truman Capote di “A

sangue freddo”, primo romanzo-reportage, paradigma assoluto e geniale invenzione di un
nuovo genere letterario; il Texas e i racconti di frontiera di Joe R. Lansdale, l’umanit
precaria e surreale dei personaggi di Barry Gifford; i silenzi inquietanti e sospesi, la
solitudine e l’attesa dei paesaggi umani dei dipinti di Edward Hopper; la fotografia sociale di
Walker Evans e Dorothea Lange del progetto del Presidente Roosevelt della Farm Security
Administration e lo sguardo sui volti dei farmers e dei pionieri durante la Grande
Depressione; il riecheggiare di suoni e di canzoni del soundtrack della nostra vita, una
colonna sonora immortale, dal western swing al blues, dal rock al folk passando da Pete
Seeger e Woody Guthrie per finire a Bob Dylan; il filo che lega l’esperienza visionaria di
David Lynch, le sue rappresentazioni oniriche dell’inconscio e dell’invisibile nascosto nella
quotidianità al cinema della memoria dei luoghi e delle storie di Peter Bogdanovich. Come
non ricordare “The Last Picture Show”, sintesi assoluta e moderna del cinema dei grandi
Maestri, sospesa tra paesaggi, drammi interiori e memoria, riti di iniziazione e maturità.
Aperta al pubblico fino al 4 ottobre 2026, la mostra è accompagnata da un catalogo
con testi curatoriali e schede di approfondimento a cura di Peppino Ortoleva e Laura
Gasparini. L’esposizione è impreziosita da dieci brevi podcast associati ad altrettante foto,
raccontate da Francesco Conversano.
Francesco Conversano è un regista italiano. Ha realizzato circa cento documentari.
Nel 1980 con Nene Grignaffini, con la quale ha firmato ogni opera, ha fondato a Bologna la
società di produzione Movie Movie. Con alcune delle sue opere Conversano ha partecipato
a numerosi festival vincendo premi nazionali ed internazionali, tra cui il David di Donatello
con il film documentario “Il bravo gatto prende i topi”: il racconto della Cina dei primati nei
primi anni duemila. Il film, realizzato per Rai 3, é stato in cartellone un intero anno al MASS
MoCA – The Massachusetts Museum of Contemporary Art, dal febbraio 2008 al febbraio
2009. Con la serie di documentari “Megalopolis”, realizzata per Rai 3, ha vinto il “Premio
Ilaria Alpi – Premio della Critica” nel 2008 e ha realizzato una serie di eventi al MAXXI –
Museo Nazionale delle Arti del XXI° secolo di Roma.