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DREAMERS. 1968: COME ERAVAMO, COME SAREMO. UNO SGUARDO SUL FUTURO ATTRAVERSO IL PASSATO. IN MOSTRA A ROMA DAL 5 MAGGIO

dreamers 1968
DREAMERS-1968-CAMERA-PRESS-CONTRASTO  soldati sovietici cercano di conquistare la sede della radio cecoslovacca, 21 agosto

Dreamers.1968:come eravamo, come saremo. La mostra che celebra l’anno della grande svolta epocale per l’Italia ma anche per il resto del mondo.

Un anno in cui la grande voglia di futuro e miglioramento è stata il volano per le importanti trasformazioni sociali del tempo.

Nessuno si salva da solo” evidenzia Riccardo Luna, Direttore di Agi e co-curatore della mostra, durante la conferenza stampa che si è tenuta il 16 aprile presso la sede dell’Associazione della Stampa estera in Italia, a Roma.

La vera felicità non può essere un fatto individuale ma collettivo.” continua.

E partendo da queste premesse si dichiara il senso di una mostra che lascerà il segno in questo 2018 romano.

La mostra, infatti, è una finestra sul futuro. Su quel futuro che ha dato la forza ai “sessantottini” di combattere e credere in ideali raggiungibili. Concreti.

La mostra e i dreamers

Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo” è un percorso espositivo fatto di immagini, raccolte fotografiche e video accuratamente scelti.

Testimonianza dal forte valore comunicativo, evocativo.

Provengono dagli archivi delle agenzie di stampa più illustri e raccontano la nostra Italia nei volti di chi, insieme, ha combattuto battaglie sociali, politiche, di classe, di costume.

Il Museo di Roma a Trastevere ospiterà la mostra dal 5 maggio al 2 settembre.

Ad accogliere i visitatori ci saranno i grandi “sognatori del futuro”, da Martin Luther King a Bob Kennedy.

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DREAMERS 1968, AP/ANSA Il reverendo Ralph Abernathly a destra e il vescovo Julian Smith a sinistra con Martin Luther King durante una marcia per i diritti civili a Memphis, 28 marzo

Si conoscerà la cronaca internazionale del ’68: dalla guerra del Vietnam alla segregazione razziale negli USA, dalla presidenza di Nixon alla fine della Primavera di Praga, dalla Grecia dei colonnelli al Maggio francese.

178 immagini, di cui più di 60 inedite; 19 archivi nazionali ed internazionali coinvolti; 15 filmati originali che raccontano in più di 210 minuti la nostra storia.

40 prime pagine riprese da quotidiani e riviste di note testate nazionali.

Non mancherà la sezione dedicata alle contestazioni studentesche che sfociarono nella famosa “Battaglia di Valle Giulia”.

E ancora foto dell’epoca raccontano la profonda devastazione del Belìce, a seguito del terremoto e, al tempo stesso, le notti brave del Piper, a Roma.

Non solo foto e video

A corredo, una selezione di memorabilia tra cui spicca un juke boxe, che suona, tra gli altri, il successo dell’anno “Azzurro”, del grande Celentano ()

E poi oggetti tra cui un ciclostile, una macchina da scrivere Valentine, la Coppa originale vinta dalla Nazionale italiana ai Campionati Europei.

Sarà esposta la maglia della nazionale italiana indossata da Tarcisio Burgnich durante la finale con la Jugoslavia, e per finire la fiaccola delle Olimpiadi di Città del Messico. 

La mostra “Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo” nata dalla felice intuizione di Riccardo Luna che, con un whatsapp inviato al Vicesindaco e Assessore alla Crescita culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, come racconta durante la conferenza stampa del 16 aprile – ha gettato il seme per questo grande evento.

La mostra, a cura di AGI Agenzia Italia, infatti, ha raccolto importanti adesioni.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ha avuto il patrocinio del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

1968 – 2018, cinquant’anni di storia

Mezzo secolo di storia, come tiene a precisare il Professor Giuseppe De Rita, presidente del Censis.

68 dreamers roma

conferenza stampa del 16 aprile 2018

50 anni in cui si “vive” ancora del grande impegno mosso proprio nel ’68.

(…) il ’68 ha visto maturare la coscienza dei limiti dei processi individuali ed ha affermato l’istanza a una maggiore partecipazione, a tutti i livelli” afferma De Rita.

Dalla cosiddetta protesta giovanile parte la domanda di partecipazione alle decisioni sulla vita universitaria” – continua – “i frammenti nella scuola traggono forza dall’affermarsi dei diritti e dell’importanza nei rapporti dell’istituzione scolastica con le famiglie ed il corpo insegnante”

L’attenzione sindacale si estende dai temi salariali a quelli di politica economica, agli interventi di settore, alla disciplina del lavoro.

La crisi del governo locale si esprime al suo interno, dove sono obsoleti gli strumenti politici, e nella domanda di maggiore peso nelle sedi centrali di decisione”.

Il parterre

Tra gli intervenuti alla conferenza, oltre al Professor De Rita, presidente Censis, ricordiamo Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Laura Baldassarre, Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale,  Rai Teche, Giuseppe De Rita, Vincenzo Vita, Presidente AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Massimo Bray, Direttore Generale Treccani, introdotti tutti da Riccardo Luna, Direttore AGI.

68 dreamers roma mostra trastevere

conferenza stampa del 16 aprile 2018

Tra i tanti contributori alla mostra citiamo Massimo Sebastiani, Capo Redattore Centrale e Responsabile dell’Area Immagini ANSA, Vittorio Alvino, Presidente Openpolis, Olivier Baube, Direttore AFP Italia, Gaetano Blandini, Direttore Generale SIAE, Andrea Dezzi, Confondatore Marcello Geppetti Media Company, Claudio Granata, Chief Services and Stakeholder Relation Officer di Eni, Maurizio Riccardi, Direttore Archivio Riccardi, Francesca Sanzone, Vice Direttore Generale FIGC, Carlotta  Valitutti, Speaker VoiceBookRadio.

Alla base della mostra, come ribadisce più volte Luna, le numerose fotografie provenienti dall’archivio storico di AGI corredate da altri contributi fotografici e video messi a disposizione da AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, AFP Agence France-Presse, AGF Agenzia Giornalistica Fotografica, ANSA, AP Associated Press, Marcello Geppetti Media Company, Archivio Riccardi, Contrasto, Archivio Storico della Biennale di Venezia, LUZ, Associazione Archivio Storico Olivetti, RAI-RAI TECHE, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, l’Espresso.

Il 1968 e la forza degli slogan

Un viaggio nel tempo in cui, chi lo ha vissuto guarderà con malinconia e un filo di nostalgia e chi ne ha solo sentito parlare, potrà magari prendere spunto.

DREAMERS 1968 ROMA

DREAMERS 1968, CAMERA PRESS/CONTRASTO, soldati sovietici cercano di conquistare la sede della radio cecoslovacca, 21 agosto

Interpretando la potenza dei gesti dei protagonisti o gli slogan che rappresentavano un mondo. Uno tra tutti? “Fate l’amore, non la guerra”

Ma la mostra è anche occasione ludica, in cui ritrovare usi e costumi di un periodo segnato dalle arti, figurative, musicali e cinematografiche.

Un’occasione per ripercorrere la storia di un anno incredibile in cui chi credeva in un proprio ideale, lo riusciva a condividere con gli altri.

Realizzando così, a volte, anche l’impensabile, l’impossibile.

Citando la celebre frase di George Bernard Shaw, ricontestualizzata da Robert Kennedy, durante la propria campagna elettorale, si comprende forse a fondo il vero senso del ’68.

Alcuni uomini vedono le cose come sono e chiedono: perché? Io sogno cose non ancora esistite e chiedo: perché no?”


Info Mostra: 060608 (tutti i giorni ore 9:00 – 19:00)

www.museodiromaintrastevere.it

www.museiincomune.it

 

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